Come riciclare gli pneumatici e quali le tecnologie più efficaci per il miglior recupero del materiale
Ogni anno si generano in tutto il mondo 30 milioni di tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU), e riuscire a trasformare questi rifiuti in risorse rappresenta una sfida cruciale. Fortunatamente, circa l’88% degli pneumatici usati viene raccolto e recuperato, un risultato straordinario se paragonato al fatto che solo il 14% delle confezioni di plastica viene riciclato. Vengono in aiuto le tecnologie moderne per il riciclo degli pneumatici che permettono di recuperarli e trasformarli in una risorsa preziosa per settori come edilizia e sport.
Scopriamo di più su come riciclare gli pneumatici e trasformarli in uno strumento efficace per ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare.
Il processo di riciclo degli pneumatici fuori uso (PFU)
Nonostante l’apparente semplicità, gli pneumatici sono in realtà prodotti complessi composti da oltre 200 materiali diversi, tra cui gomme naturali e sintetiche, nero di carbonio, silice, cariche rinforzanti, acciaio e tessuti, oltre a vari agenti chimici. Una volta diventati pneumatici fuori uso (PFU), possono seguire due percorsi principali:
- il riciclo, che permette di ottenere nuovi materiali come gomma, acciaio e fibre tessili;
- il recupero energetico, dove il PFU viene utilizzato in impianti come cementifici. Grazie al suo elevato potere calorifico, simile a quello del carbone ma con emissioni molto inferiori, il PFU è una risorsa anche dal punto di vista energetico.
Come avviene il processo di smaltimento e riciclo degli pneumatici
Nel processo di riciclo degli pneumatici fuori uso, gli PFU vengono avviati in appositi impianti dove, tramite una macinazione meccanica, vengono ridotti progressivamente in frammenti più piccoli. Questo permette di separare le principali componenti: gomma, acciaio e fibre tessili.
La fase di trattamento dei PFU avviene in più passaggi:
- Prima frantumazione dello pneumatico, che viene ridotto in frammenti di dimensioni comprese tra 5 e 40 cm, chiamati “ciabatte”. Questi possono essere utilizzati per il recupero energetico o ulteriormente lavorati. Ecostar contribuisce a questa fase di trattamento grazie alle sue soluzioni di vagliatura, che permettono di separare il materiale in frazioni da 50 mm o secondo le specifiche richieste del cliente.
- Seconda frantumazione, durante la quale i frammenti vengono ulteriormente ridotti, permettendo la separazione definitiva di gomma, acciaio e fibre tessili. La gomma può essere trasformata in granuli o polverino, destinati a nuove applicazioni.
- Recupero dei materiali: a seconda delle necessità, il processo di trattamento produce diversi tipi di materiali, tra cui cippato di gomma (20-50mm), granulato di gomma (0,8-20mm), polverino di gomma (<0,8mm), oltre ad acciaio e tessili, pronti per essere riutilizzati in vari settori.
Questo processo efficiente permette di ridurre i rifiuti e riutilizzare preziosi materiali, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità.
Riciclare gli pneumatici permette di conservare risorse naturali, ridurre i rifiuti in discarica e abbassare le emissioni di gas serra. Ad esempio, in Italia, nel 2023, il riciclo dei PFU ha evitato 297.000 tonnellate di emissioni di CO2, equivalenti a quelle di 183.000 auto che percorrono 10.000 km in un anno. Inoltre, il riciclo ha permesso di risparmiare 274.000 tonnellate di risorse fossili e minerali.
Inoltre, il riciclo ha permesso di risparmiare 274.000 tonnellate di risorse fossili e minerali.
Crescita del mercato del riciclo degli pneumatici: un settore in espansione
Il mercato globale del riciclo degli pneumatici sta vivendo una crescita costante, con un valore stimato di 5,67 miliardi di dollari nel 2023 e una previsione di espansione fino a 7,71 miliardi di dollari entro il 2033. Questo incremento, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 3,16%, è il risultato di una crescente attenzione verso la sostenibilità e la conservazione delle risorse. Governi e organizzazioni in tutto il mondo stanno promuovendo il riciclo degli pneumatici attraverso normative, incentivi e strategie di economia circolare, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti e minimizzare l’impatto ambientale.
In Europa, il 92,5% degli pneumatici usati nel 2018 è stato trattato in maniera ecocompatibile, attraverso processi di reimpiego, riciclo e altre forme di recupero. Questo risultato è un chiaro esempio di economia circolare, che non solo riduce lo spreco ma genera anche impatti positivi sull’ambiente e sull’economia, rappresentando una soluzione chiave per il futuro sostenibile del pianeta.
In Italia, ogni anno vengono raccolte circa 370.000 tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU). Di queste, il 52% viene destinato al recupero energetico, mentre il restante 48% è destinato al recupero di materia. Gran parte degli PFU recuperati energeticamente viene esportata in impianti esteri, mentre a livello nazionale solo cinque impianti autorizzati gestiscono meno di 50.000 tonnellate.
Per il recupero degli pneumatici, circa 135.000 tonnellate di PFU vengono trasformate in granulato, utilizzato principalmente (oltre il 50%) come intaso per campi sportivi, mentre l’uso del polverino di gomma per asfalti è ancora limitato, sebbene presenti un grande potenziale per assorbire maggiori quantità di materiale.
Pneumatici riciclati: quali sono le destinazioni d’uso
I materiali ottenuti dal riciclo degli pneumatici trovano applicazione in numerosi settori.
Il granulato di gomma è ampiamente utilizzato nell’edilizia stradale, per realizzare asfalti modificati con prestazioni meccaniche superiori e minore inquinamento acustico. Ad oggi, quasi 900 km di asfalti in Italia contengono polverino di gomma proveniente da pneumatici fuori uso e riciclati.

Nel settore sportivo, la gomma riciclata viene impiegata per campi da gioco, piste atletiche e superfici in erba sintetica, grazie alle sue proprietà elastiche e ammortizzanti. Altri utilizzi includono isolanti acustici, elementi per l’arredo urbano e prodotti di design.
Puoi scoprire i molteplici utilizzi degli pneumatici riciclati qui.
Caso studio: il vaglio Ecostar in azione per lo smaltimento degli pneumatici
Ogni settore che utilizza pneumatici fuori uso riciclati richiede un prodotto finale con dimensioni specifiche, motivo per cui l’utilizzo di una tecnologia a più frazioni può migliorare sia la produttività che la qualità del materiale.
Le soluzioni di vagliatura Ecostar, dotate della tecnologia brevettata anti-intasamento DDS (Dynamic Disc Screening), sono particolarmente efficaci nel trattamento degli pneumatici e nel gestire le parti metalliche presenti nel materiale, che spesso causano problemi alle soluzioni di vagliatura tradizionali.
Scopri cosa possiamo fare per la vagliatura e riciclo degli pneumatici fuori uso.
Vediamo nel dettaglio il caso studio

Cliente: azienda leader del mercato nell’industria del cemento
Località: Turchia
Anno: 2021
Richieste del cliente: ottenere tre sezioni di vagliatura precise in sezioni da 0-50mm, 50-150 mm e superiore ai 150mm
Soluzione offerta: vaglio stazionario Hexact 7000 dotato della tecnologia DDS in grado di trattare 40 T/h in frazioni 70 + 150mm
Risultati ottenuti:
- Le soluzioni di vagliatura Ecostar per pneumatici riducono l’usura del trituratore secondario con conseguente risparmio economico per l’operatore.
- Maggiore produttività, minor intasamento grazie al sistema brevettato DDS, e minor costi di manutenzione rispetto ai vagli tradizionali.
- Con l’aiuto dell’inverter, l’operatore può variare la velocità dei dischi e cambiare così la pezzatura del materiale finale del +/-30%.
Conclusione: perché la gestione delle PFU è fondamentale per la sostenibilità
Il riciclo degli pneumatici è uno degli sforzi globali fondamentali per ridurre i rifiuti, conservare le risorse e mitigare l’impatto ambientale. Con la crescita del mercato e l’innovazione tecnologica, il potenziale per nuovi prodotti sostenibili derivati dal riciclo degli pneumatici continuerà ad aumentare, contribuendo alla sostenibilità in molti settori.