Quando scegliere il vaglio a dischi per la gestione dei rifiuti multimateriali da imballaggio
Un flusso di raccolta multimateriale è tra gli input più impegnativi che un impianto di selezione debba trattare. Bottiglie, lattine, carta, film, plastiche rigide di grandi dimensioni e vetro arrivano mescolati in un unico flusso, con un’ampia variabilità sia di forma sia di dimensione: è la difficoltà di fondo della separazione del rifiuto multimateriale.
Per chi progetta un nuovo impianto di selezione multimateriale, o per chi si occupa di gestione dei rifiuti multimateriali e valuta un aggiornamento di linea, una delle prime scelte impiantistiche riguarda quale tecnologia di separazione adottare per la vagliatura. Due vengono spesso messe a confronto per questo compito: il separatore balistico e il vaglio a dischi. Le due non fanno lo stesso lavoro: uno separa per forma, l’altro per dimensione, e capire questa differenza è il primo passo per collocare ciascuno al punto giusto della linea.
Le due tecnologie a confronto
Come funziona un vaglio a dischi?
Un vaglio a dischi separa il materiale in base alla dimensione. La tecnologia DDS (Dynamic Disc Screening) di Ecostar utilizza una serie di alberi a dischi, esagonali oppure ottagonali, realizzati in Hardox, che imprimono al materiale un movimento a sobbalzi: il sottovaglio cade negli spazi tra i dischi mentre il sopravaglio avanza lungo la sezione.
La sezione di vagliatura dipende dalla distanza tra i dischi e dalla velocità degli alberi, e si può regolare in tempo reale del ±30% tramite inverter, in un intervallo da 10 a 350 mm. Per limitare l’avvolgimento dei materiali filamentosi agli alberi, i dischi poggiano su manicotti laschi ad alta resistenza, indipendenti dalla rotazione dell’albero.
Come funziona un separatore balistico?
Un separatore balistico impiega una serie di piani (paddle) inclinati e oscillanti che scuotono il materiale in ingresso. Come rileva Waste Today Magazine, una serie di piani paralleli sottopone il rifiuto a un intenso scuotimento che ne determina la separazione.
Il movimento divide l’ingresso in tre flussi:
- gli oggetti piatti e leggeri (frazione 2D) come carta, cartone e film salgono verso l’alto;
- quelli tondeggianti e più pesanti (frazione 3D) come contenitori e lattine scendono verso il basso;
- il materiale fine cade dai fori dei piani.
Poiché la separazione avviene per forma e peso e non tramite un vaglio rotante, la macchina non ha alberi attorno ai quali il materiale possa attorcigliarsi.
Vaglio a dischi vs balistico: come viene separato il materiale, in concreto?
La distinzione di fondo tra le due tecnologie è il criterio di separazione:
- Il vaglio a dischi separa invece per dimensione, dividendo sottovaglio e sopravaglio a una sezione regolabile.
- Il separatore balistico separa soprattutto per forma e densità: divide i materiali piatti (2D) da quelli tridimensionali (3D) e dalla frazione fine.
Nella separazione del rifiuto multimateriale i due criteri agiscono in modo diverso: lo stadio balistico distingue un film piatto da una bottiglia tondeggiante, quello a dischi separa ciò che sta sopra da ciò che sta sotto una certa misura. È questa differenza a stabilire dove ciascuna macchina porta valore nella linea.
Quale tecnologia di vagliatura gestisce meglio film, sacchetti e attorcigliamenti?
Materiali sottili come film, sacchetti e reggette di plastica sono la difficoltà classica di qualsiasi vaglio rotante, perché possono avvolgersi agli alberi e imporre fermi macchina per la pulizia; come nota Waste Today Magazine, i materiali che si avvolgono, come le corde, restano una sfida riconosciuta nel settore.
Il vaglio a dischi lo affronta in modo meccanico: i manicotti laschi limitano l’avvolgimento e la tecnologia HDDS (Hyper Dynamic Disc Screening) di Ecostar aggiunge una speciale aletta che aggancia sacchetti e materiali filamentosi prima che si avvolgano agli alberi e li spinge verso il sopravaglio. L’aletta è pensata proprio per i sacchetti e le reggette di plastica tipici degli imballaggi.
In un flusso ricco di film, è questa la caratteristica che riduce i fermi macchina per la pulizia e tiene la linea in produzione.
Vaglio fisso: vantaggi di flessibilità e ridotto ingombro di spazio
I sistemi di vagliatura Ecostar per il multimateriale raggiungono alte capacità produttive in poco spazio. La sezione di vagliatura si può modificare on-site con il sistema brevettato SWAT (Screening Width Adjustment Technology): l’operatore adatta rapidamente la sezione in base alle esigenze di produzione e al materiale in ingresso.
In una linea di vagliatura del multimateriale, dove l’ingresso cambia con i giri di raccolta e con la stagione, questa regolabilità determina quanto una singola macchina può essere calibrata sulla frazione obiettivo, un vantaggio concreto nella vagliatura dei rifiuti da imballaggio, dove la composizione del flusso raramente resta costante. Nel vaglio balistico la separazione dipende soprattutto dall’inclinazione dei piani e dalla dimensione dei fori, configurabili ma di norma non variati in tempo reale.
Confronto sintetico
La tabella seguente riassume le principali caratteristiche di ciascuna tecnologia in condizioni operative tipiche. Le prestazioni effettive possono variare in modo significativo a seconda dell’applicazione specifica e del materiale.
| Criterio | Separatore balistico | Vaglio a dischi (DDS/HDDS) |
| Principio di separazione | Forma e densità (2D / 3D + fini) | Dimensione (sottovaglio / sopravaglio) |
| Output tipico | Divisione 2D/3D degli imballaggi | Frazioni dimensionate, rimozione fini |
| Gestione di film e sacchetti | Nessun organo rotante da avvolgere | Manicotti laschi più aletta HDDS |
| Regolazione della sezione | Da inclinazione piani e fori | Regolabile ±30%, da 10 a 350 mm |
| Modifica sezione on-site | Limitata | Sì (SWAT) |
| Organi di vagliatura rotanti | Nessuno | Dischi su manicotti laschi |
Vaglio a dischi vs balistico: Quale tecnologia scegliere per il tuo progetto?
Quando la linea deve dare una misura precisa al materiale, il vaglio a dischi è costruito per questo: rimuove i fini, protegge le macchine a valle e produce frazioni prestabilite come i tagli da 50, 150, 200 e 300 mm previsti per la selezione del multimateriale.
La sezione si regola on-site man mano che l’ingresso cambia per zona di raccolta e stagione, e i manicotti laschi con l’aletta HDDS tengono a bada film e sacchetti dove un vaglio rotante tradizionale si fermerebbe.
Diversamente, quando la priorità è dividere un flusso di imballaggi leggero e ricco di film in una frazione 2D e una 3D, il separatore balistico è una scelta naturale, perché lavora proprio su questa distinzione di forma e non risente del materiale che si avvolge agli alberi.
Tuttavia, in molti impianti di selezione multimateriale il vaglio a dischi è lo stadio che dà la misura al flusso, ne toglie i fini e protegge le macchine a valle, mentre il separatore balistico esegue la divisione 2D e 3D. La domanda pratica non è tanto quale singola macchina scegliere, quanto cosa deve ottenere ciascuno stadio della linea.
Il vaglio a dischi Ecostar per il multimateriale
Per la selezione del multimateriale Ecostar impiega i vagli a dischi con tagli da 50, 150, 200 e 300 mm, portate da 3 a 15 t/h e motori da 7,5 kW. La gamma si basa su due tecnologie: la tecnologia DDS (Dynamic Disc Screening) e l’HDDS (Hyper Dynamic Disc Screening, brevettata), con l’aletta anti-attorcigliamento che gestisce sacchetti e film e il sistema brevettato SWAT per modificare la sezione di vagliatura on-site. Entrambe sono disponibili su tre linee di macchine: il vaglio fisso Hexact e i vagli mobili Hextra e Nhexa. Rispetto alla vagliatura a dischi tradizionale, la vagliatura a dischi Ecostar permette di ridurre i consumi energetici fino al 70%.
Contatti
Per un’applicazione specifica, il team tecnico Ecostar è a disposizione per una consulenza sul vaglio a dischi per multimateriale più adatto al progetto: tagli di vagliatura, configurazione e linea di prodotto.