Esplorando i materiali chiave e le tecnologie all’avanguardia che guidano il settore del riciclo in Italia

Il riciclo dei rifiuti e dei materiali riciclabili costituisce un elemento fondamentale per la costruzione di un futuro sostenibile per il nostro pianeta. In Italia, la crescente consapevolezza sull’importanza del riciclo ha tradotto l’impegno del paese in risultati significativi nel settore, evidenziando un tangibile contributo all’economia circolare. Lo dimostrano i dati: l’Italia si posiziona sopra la media UE in fatto di riciclo dei rifiuti, speciali e urbani, con un 72% a fronte di una media europea che si aggira attorno al 58%.

Quali sono i materiali maggiormente riciclati negli ultimi anni e quali sono invece gli interventi da attuare per incentivare ulteriormente il riciclo dei rifiuti e dei materiali riutilizzabili? In questo approfondito resoconto, esamineremo dettagliatamente l’andamento del mercato del riciclo in Italia, analizzando i progressi compiuti, gli obiettivi raggiunti e le prospettive future, concentrandoci su vari materiali come imballaggi, plastica, carta e cartone, rifiuti solidi urbani, FORSU e alluminio.

Imballaggi: vetro, carta e cartone, acciaio e plastica

Nel settore degli imballaggi, che comprende vetro, carta e cartone, acciaio e plastica, l’Italia sta ottenendo successi notevoli. L’obiettivo nazionale del 75%, pari a circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi, sembra essere superato nel corso del 2023, superando di dieci punti percentuali il 65% richiesto dall’Unione Europea entro il 2025. Le stime indicano che oltre l’80% degli imballaggi in vetro e oltre l’85% degli imballaggi in carta e cartone saranno avviati a riciclo quest’anno, consentendo il recupero di circa 4,3 milioni di tonnellate di carta e cartone.

Osserva il vaglio stazionario Hexact in azione con carta e cartone qui.

Non da meno, gli imballaggi in acciaio raggiungono un tasso di riciclo del 77%, mentre la plastica e le bioplastiche, sebbene meno riciclate con un 59%, indicano un impegno concreto verso una gestione più sostenibile dei materiali.

Un elemento a favore di questo dato è la recente legislazione italiana che incentiva l’eco-design per una progettazione volta alla circolarità dei prodotti. Questa approfondita analisi sin dalla fase di concezione dell’imballaggio, mira a ridurre l’uso di materie prime e ad aumentare il tasso circolare dei materiali. L’ecodesign obbligatorio rappresenta un passo significativo verso l’integrazione di criteri di sostenibilità ambientale nell’intera catena del valore.

Rifiuti Plastici

Il paesaggio del riciclo delle materie plastiche in Italia è dinamico, coinvolgendo oltre 350 aziende, inclusi raccoglitori e selezionatori di rifiuti e scarti industriali (escluse le società di raccolta rifiuti urbani). Il nord Ovest, in particolare la Lombardia, si conferma come l’epicentro degli impianti di riciclo meccanico, rappresentando quasi il 40% del totale nazionale. Ad oggi sono 200, numero in costante crescita, i produttori di materie prime seconde, con un crescente impegno a raggiungere gli obiettivi europei sostenuto dai fondi derivati dal PNRR.

In alcuni dei più grandi impianti di trattamento delle plastiche ci sono anche i vagli stazionari Ecostar. Un esempio è uno degli impianti punto di riferimento nell’Italia centrale: l’impianto di riciclo e recupero di REVET SPA.

Guarda qui come le soluzioni di vagliatura Ecostar operano nell’impianto di REVET SPA.

Rifiuti Solidi Urbani

L’Italia ha assistito a un aumento della produzione di rifiuti urbani nel 2021, dovuto al superamento della crisi pandemica ed economica, che ha raggiunto i 502 kg per abitante. Sebbene la raccolta differenziata abbia raggiunto il 64% della produzione nazionale, è necessario accelerare il miglioramento del sistema di gestione, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, con una percentuale di riciclaggio ferma al 48% nel 2019, per raggiungere gli obiettivi comunitari.

Nel 2021 gli impianti di gestione dei rifiuti urbani attivi erano 657, di cui la maggior parte, 293, dedicati al compostaggio.

Secondo una ricerca condotta su 534 aziende, nel 2021 il fatturato del settore ha raggiunto circa i 13,5 miliardi di euro garantendo l’occupazione a più di 97.000 addetti. Questi numeri raccontano di un settore che contribuisce non solo ad alimentare un’economia sempre più circolare in un’ottica sostenibile, ma anche a garantire posti di lavoro e supportare l’economia nazionale. Per incentivare ulteriormente il riciclo e il recupero dei rifiuti solidi urbani, non rimane che investire nella raccolta differenziata, che se effettuata correttamente permette di avere un materiale di partenza di qualità, e nella realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.

Osserva l’efficacia della tecnologia Ecostar in azione con i rifiuti solidi urbani qui.

FORSU (Frazione organica)

La frazione organica costituisce circa il 40% dei rifiuti urbani e richiede una gestione attenta per raggiungere gli obiettivi comunitari e preservare l’ambiente. L’incremento delle quantità trattate in tutte le aree del paese, con il trattamento integrato anaerobico/aerobico e il compostaggio come tecniche prevalenti, indica una consapevolezza crescente. Difatti a livello nazionale, vengono trattate circa 1,3 milioni di tonnellate di materiale organico in impianti spesso di regioni diverse da quelle di produzione. Questo implica il fatto che gli impianti per il trattamento e il recupero della frazione organica non sono così ben diffusi in tutto il paese.

Con la frazione organica, oltre a promuovere una gestione sostenibile, emergono prospettive davvero interessanti nel settore energetico. In Italia ci sono 27 impianti di biometano attivi e sono in grado di produrre 25.445 metri cubi all’ora di biometano. Numeri che si prevedono in crescita osservando l’andamento degli ultimi dieci anni come indica il grafico qui sotto che riporta l’evoluzione storica in Europa degli impianti e della produzione di biometano.

La produzione di biometano dalla frazione organica sta crescendo, e l’Italia proietta di raggiungere 1 miliardo di metri cubi entro il 2030 proveniente da rifiuti organici, una sfida ambiziosa ma possibile grazie agli investimenti e agli incentivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Scopri qui come i vagli Ecostar separano il rifiuto organico.

Alluminio

Nel 2022, è stato avviato a riciclo il 73,6% degli imballaggi in alluminio immessi sul mercato in Italia, pari a 60.200 tonnellate. Più precisamente, per un consumo di 36 lattine pro capire all’anno, ne sono state riciclate 33. Superando abbondantemente gli obiettivi del 2025 (50%) e del 2030 (60%), questo successo è attribuibile alla collaborazione tra il Consorzio nazionale imballaggi alluminio (Cial) e i Comuni italiani. Attualmente, il Cial conta 243 imprese consorziate, 430 operatori convenzionati e 246 piattaforme su tutto il territorio nazionale. Risulta evidente che il settore del riciclo in Italia stia compiendo passi significativi verso l’instaurazione di un’economia circolare e sostenibile, con particolare attenzione ai materiali necessari per gli imballaggi che spesso sono quelli più impattanti dal punto di vista ambientale. In questo contesto, Ecostar si impegna attivamente nella realizzazione di soluzioni di vagliatura altamente efficienti ed efficaci per supportare il mercato del riciclo da oltre 26 anni.

Le tecnologie brevettate DDS (Dynamic Disc Screening), HDDS (Hyper Dynamic Disc Screening) e SWAT (Screening Width Adjustment Technology) sono state progettate e sviluppate appositamente per trattare tutti i rifiuti e i materiali riciclabili, anche i più ostili, offrendo un supporto essenziale al settore del riciclo in tutto il mondo.

Tutti i vagli Ecostar sono dotati della tecnologia DDS che permette, sia al vaglio stazionario Hexact che mobile Hextra, di:

  • Separare il materiale più velocemente (1m/secondo), utilizzando uno spazio ridotto e raggiungendo un livello di produttività fino a 200 t/h;
  • Resistere all’impatto di materiali pesanti grazie ai dischi dal profilo piatto realizzati in Hardox;
  • Ridurre drasticamente i fermi macchina e le sessioni di pulizia attraverso i sistemi anti-attorcigliamento e anti-intasamento;
  • Consentire agli operatori di modificare la sezioni di vagliatura (+-30%) in tempo reale variando la velocità degli alberi con l’ausilio dell’inverter;
  • Mantenere ridotto il consumo di energia grazie ai motori da 7,5 kW ogni quattro metri per il vaglio stazionario, mentre il vaglio mobile può essere alimentato anche al 100% dall’energia elettrica.

Vorresti individuare la soluzione di vagliatura più adatta per il tuo materiale? Lasciaci un messaggio qui e un nostro esperto ti contatterà il prima possibile.