Separazione dei rifiuti organici
Separazione dei rifiuti organici
Vagliatura di qualità e massima capacità produttiva in meno spazio
Anche nel campo del trattamento dei rifiuti organici, i separatori ecologici di Ecostar – grazie all’innovativo sistema di vaglio a dischi dinamici – offrono la migliore vagliatura dei rifiuti organici dalla plastica. I vagli Ecostar permettono una separazione ottimale del materiale organico dai rifiuti solidi urbani (FORSU): il materiale adeguatamente separato può essere poi impiegato sia per la produzione di biogas che per la realizzazione di un compost di altissima qualità.
Grazie alle soluzioni di vagliatura Ecostar, gli operatori possono beneficiare di efficienza e affidabilità in spazi ridotti, per una capacità produttiva che va da 10 a 60 t/h.
Rifiuti organici e l’importanza del processo di vagliatura
Che si tratti di impianti di compostaggio, o di impianti integrati di digestione aerobica o anaerobica e compostaggio, per ottenere un prodotto finale di qualità è indispensabile utilizzare un vaglio nel processo di riciclo. Il vaglio Ecostar garantisce un prodotto omogeneo e una separazione del rifiuto organico (frazione umida e frazione verde) dalla plastica o da altri materiali non compostabili, nel caso della separazione del materiale organico dai rifiuti solidi urbani. Per un’ottima separazione organico-plastica, Ecostar ha sviluppato la tecnologia HDDS (Hyper Dynamic Disc Screening) che grazie alla speciale aletta di cui è dotata è particolarmente efficace sul materiale, agganciando il sacchetto di plastica e spostandolo verso il sopravaglio. In questo modo si ottiene un prodotto finale privo di sostanze contaminanti.
I vantaggi delle soluzioni di Ecostar
Ecostar risponde a tutte le esigenze dell’operatore nel trattamento del rifiuto organico attraverso soluzioni di vagliatura sia stazionarie che mobili dotate della tecnologia anti-intasamento e anti-attorcigliamento HDDS, Hyper Dynamic Disc Screening, progettata e brevettata per garantire la più alta qualità del materiale finale pur riducendo al minimo gli interventi di manutenzione e pulizia del vaglio. In grado di vagliare da 10 a 60 T/H di rifiuto organico sia secco che umido in frazioni da 20, 30, 50, 80, 100mm.
La miglior tecnologia per vagliare il rifiuto organico
HYPER DDS (Dynamic Disc Screening) è la soluzione brevettata studiata per il trattamento di rifiuti che contengono materiali lunghi e filamentosi (come i sacchetti e le reggette di plastica utilizzate per l’imballaggio) che possono avvolgersi intorno agli alberi, o le bottiglie di plastica che si possono incastrare ostruendo la separazione.
Frequently Asked Questions
Sacchetti, film e bioplastiche si separano dalla FORSU senza attorcigliamenti sugli alberi grazie alla tecnologia HDDS Ecostar (Hyper Dynamic Disc Screening): una speciale aletta aggancia sacchetti e materiali filamentosi e li spinge in avanti, mantenendoli sopra la superficie di vagliatura fino al sopravaglio; i manicotti laschi, indipendenti dalla rotazione dell’albero, impediscono l’accumulo di plastica sugli alberi. È il punto in cui i vagli tradizionali si fermano di continuo per la pulizia, e dove l’HDDS lavora invece con continuità.
A questo si aggiunge un secondo accorgimento costruttivo: lungo il percorso di vagliatura il materiale incontra uno scalino che ne provoca uno scuotimento. Poiché l’organico contenuto nei sacchetti è umido, denso e pesante, la caduta favorisce la fuoriuscita della frazione organica, che viene così recuperata a sottovaglio mentre il film plastico prosegue verso il sopravaglio.
Una precisazione utile sulle bioplastiche: la vagliatura meccanica separa per dimensione e comportamento, non per tipo di polimero. Un sacchetto compostabile (es. Mater-Bi) ancora integro si comporta come un sacchetto convenzionale, lungo e filmoso, e viene quindi portato a sopravaglio dall’aletta esattamente allo stesso modo. Il vaglio non distingue il compostabile dal convenzionale: quella scelta dipende dal processo dell’impianto.
Un vaglio a monte della digestione anaerobica o del compostaggio conviene perché protegge tutto ciò che viene dopo: il materiale organico o la FORSU in ingresso contiene film, sacchetti, reggette e inerti che contaminano il substrato e logorano le apparecchiature a valle. Il vaglio a dischi con tecnologia DDS Ecostar li rimuove a monte e consegna ai trituratori secondari un materiale più asciutto, aumentandone la capacità e riducendone l’usura.
Un albero che si intasa di sacchetti ferma la linea a ogni turno: con i dischi a profilo piatto e i manicotti laschi anti-attorcigliamento questo non accade. I dischi sono in Hardox, l’acciaio antiusura, un vantaggio non secondario quando il materiale è abrasivo. In un confronto documentato su RSU e pretrattamento compost, la soluzione Ecostar ha richiesto 60 ore di manutenzione all’anno contro le 600 di un vaglio a dischi tradizionale.
La scelta tra tecnologia DDS o HDDS per il rifiuto organico dipende da quanto è contaminato il materiale in ingresso. La DDS Ecostar è la base: dischi a profilo piatto che, con un movimento sussultorio, fanno cadere il sottovaglio fine e fanno avanzare il sovvallo, anche su materiale bagnato. Quando la frazione organica proviene da RSU ed è carica di sacchetti, film e reggette da imballaggio, serve la HDDS Ecostar, la cui aletta aggancia questi materiali lunghi e li porta a sopravaglio.
La regola pratica è semplice: più materiali filamentosi ci sono, più l’HDDS fa la differenza. Su organico “verde” e più pulito, la DDS è già sufficiente. Entrambe nascono per lo stesso scopo: ridurre al minimo l’attorcigliamento e intasamento facilitando la pulizia; ma su livelli di difficoltà diversi.
Dipende da volumi, spazi e logistica del sito. Hexact Ecostar è lo stazionario modulare per impianti strutturati e volumi continui, con motori elettrici da 7,5 kW e superficie ampliabile senza sostituire la macchina. Hextra Ecostar è il mobile — cingolato o scarrabile, anche in versione elettrica — pensato per la flessibilità e il lavoro in loop con i trituratori. Nhexa Ecostar è il compatto per portate medio-basse e spazi ridotti, manovrabile anche su terreni difficili o direttamente in discarica.
Un dato per orientarsi: la gamma Ecostar arriva fino a 200 t/h, ma sul rifiuto organico l’intervallo di lavoro è 10–60 t/h, su materiale sia secco sia umido.
Una migliore separazione dell’organico migliora la qualità del prodotto a valle con un rapporto diretto: la qualità a monte determina la qualità a valle. Rimuovere plastiche e inerti dalla FORSU significa inviare a digestione o compostaggio un substrato più pulito e omogeneo, con meno contaminanti nel digestato e nel compost finale.
La tecnologia HDDS Ecostar consente di ottenere una frazione organica priva di sostanze contaminanti, riducendo insieme la quota di materiale utile che finirebbe nello scarto. Meno inerti nel substrato significano anche meno abrasione e sedimentazione nelle fasi successive.
Dal rifiuto organico si ottengono frazioni da 20, 30, 50, 80 e 100 mm, regolabili in tempo reale del ±30% tramite inverter agendo sulla velocità degli alberi. Questo permette di calibrare la separazione senza fermi meccanici, adattandola al materiale, alla destinazione (substrato per digestione o frazione da compostaggio) e persino alla stagione, quando l’umidità del rifiuto cambia.
Il rifiuto organico si tratta occupando meno spazio in impianto con la tecnologia a dischi dinamici Ecostar, che garantisce lo stesso volume di produzione di un trommel dimezzando ingombro e consumi. Il motivo è geometrico: il vaglio a dischi sfrutta l’intera superficie di vagliatura, mentre il trommel separa solo nella parte inferiore del tamburo e richiede lunghezze molto maggiori.
In un caso reale, due trommel dismessi, 25 metri complessivi, sono stati sostituiti da un unico vaglio dinamico da 9 metri, a parità di produzione. Questo permette di installare la vagliatura anche in impianti urbani con superfici limitate, o di liberare spazio per altre fasi di processo.
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