Le soluzioni di vagliatura Ecostar per l’efficienza degli impianti di trattamento e il recupero dei materiali in India
In India, l’emergenza rifiuti è da anni al centro del dibattito pubblico nel tentativo di applicare strategie che riducano drasticamente l’inquinamento. La questione è duplice: a una produzione di rifiuti in costante crescita si aggiungono milioni di tonnellate di rifiuti storici accumulati nelle cosiddette “discariche legacy”.
Uno studio delle Nazioni Unite (Report of Task Force on Waste to Energy | UNFCCC) afferma che ogni anno, in India, vengono generate oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, di cui più della metà finisce in discarica senza trattamento. Parallelamente, report di gennaio 2026 indica che nelle città indiane sono accumulati oltre 250 milioni di tonnellate di rifiuti storici, che occupano circa 6000 ettari di terreno.
In questo scenario, il landfill biomining è emerso come la soluzione più efficace per la bonifica. Questa strategia combina l’escavazione meccanica a processi biologici per recuperare materiali e liberare suolo urbano.
Lo stato attuale della gestione rifiuti e delle discariche legacy in India
Secondo uno studio recente, negli ultimi anni la produzione pro capite di rifiuti nelle aree urbane è aumentata di quattro-sei volte rispetto alla fine degli anni ’90, raggiungendo valori medi di 0,7 kg al giorno. Considerando la costante crescita demografica del paese, non è verosimile che questi valori possano diminuire nel prossimo futuro. Secondo i dati del The Energy and Resources Institute (TERI), delle 62 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani generati annualmente, solo 12 milioni vengono effettivamente trattati.
A queste quantità si sommano le difficoltà legate allo smaltimento dei rifiuti storici che nonostante gli investimenti governativi degli ultimi anni, continuano a protrarsi.
Da oltre dieci anni, infatti, il governo ha attuato campagne e iniziative per affrontare il problema in maniera seria e sistematica, come il programma Swachh Bharat Mission (SBM) conosciuto anche come Clean India Mission (ne abbiamo parlato qui: Impianti Ecostar per il trattamento rifiuti solidi urbani in India). Il programma ha censito 2.429 discariche ufficiali, ma finora solo un quarto dei siti è stato bonificato.
L’impatto ambientale è ingente: si stima che le discariche influenzino un raggio di 5 km, compromettendo circa il 5% del territorio indiano. Per invertire questa tendenza, la normativa europea e le direttive internazionali spingono verso l’adozione di tecnologie di vagliatura rifiuti avanzate, capaci di operare in contesti complessi.
Cos’è il landfill biomining e come evolve il landfill mining tradizionale
Il landfill biomining, o biomining, è una strategia di recupero delle discariche che combina escavazione meccanica e processi biologici (bio-stabilizzazione, biodegradazione accelerata e, in alcuni casi, bioleaching) al fine di ridurre la frazione organica, recuperare materiali e metalli, diminuire l’impatto ambientale e liberare suolo (Biomining: An Innovative and Practical Solution for Reclamation of Open Dumpsite).
Queste discariche storiche rappresentano un rischio ambientale elevato, in quanto contaminano suolo e falde acquifere, incidono negativamente sulla salute pubblica, ein generale minano la vivibilità e pianificazione urbana. In un paese densamente popolato e in costante crescita come l’India, ciò equivale a compromettere la qualità della vita di milioni di persone.
Storicamente, la bonifica delle discariche legacy in India è stata affrontata attraverso approcci operativi prevalentemente meccanici. Il biomining, invece, integra processi biologici e meccanici, mettendo al centro la stabilizzazione della frazione organica prima di effettuare la vagliatura. Il risultato è un miglioramento dell’intero processo, accompagnato da minori emissioni, ridotto impatto ecologico e una significativa attenuazione degli odori. In sintesi, un processo più sostenibile nel lungo periodo.
Secondo gli standard del Central Pollution Control Board (CPCB), il biomining si articola in quattro fasi:
- Escavazione. Nella prima fase i rifiuti vengono scavati, smossi e disposti in cumuli lunghi e bassi esposti all’aria e alla luce solare, che consente di essiccare il percolato, favorendo la decomposizione dei rifiuti biodegradabili e di rilasciare il metano “intrappolato”. I cumuli vengono smossi più volte e ad intervalli regolari in modo da riuscire ad esporre all’aria anche i rifiuti più interni.
- Stabilizzazione. Ai rifiuti vengono aggiunte biocolture che accelerano la decomposizione e creano calore che li aiuta ad asciugarsi e ne riduce il volume del 35-40%. I rifiuti si definiscono stabilizzati quando non vi è più produzione di calore, gas o percolato e i semi possono germinare al loro interno.
- Selezione e vagliatura. Una volta stabilizzati, i rifiuti vengono sottoposti a vagliatura di diverse dimensioni (ad esempio 150 mm, 80–100 mm, 24–50 mm). La frazione più fine, chiamata bio-terra, contiene una miscela di materiali organici che migliorano la fertilità del suolo insieme a un’elevata proporzione di terreno o sabbia.
- Gestione sostenibile. Dopo la vagliatura, i materiali riciclabili vengono inviati agli impianti di riciclaggio autorizzati. Le pietre, i mattoni e i materiali ceramici vengono inviati alle cementerie oppure utilizzati per il riempimento e la costruzione di strade. I materiali combustibili, invece, vengono inviati per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti (RDF) per l’incenerimento o la co-combustione, che consente di generare energia nelle centrali elettriche e nelle industrie siderurgiche.
Questo processo di smaltimento dei rifiuti apre nuove prospettive non solo per il recupero e riciclo dei rifiuti, ma anche per la restituzione di suolo urbano: l’area recuperata presenterà un suolo fine e fertile adatto allo sviluppo di una cintura verde, sul quale non dovrebbero essere costruiti edifici per almeno quindici anni.
A Chennai, città dell’India meridionale, la Greater Chennai Corporation, ha processato tramite biomining 4,84 milioni di tonnellate di rifiuti storici, riuscendo a recuperare 100 acri di terreno nei siti di Perungudi e Kodungaiyur (Biomining: 100 acres reclaimed at Kodungaiyur and Perungudi). Un intervento che ha significato un miglioramento della qualità della vita in tutte le zone circostanti, riducendo l’inquinamento, ripristinando l’equilibrio ecologico e creando opportunità di urbanizzazione. In poche parole, una completa riqualificazione dell’area.
Le sfide operative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani (MSW) in India
Se a livello teorico il biomining rappresenta oggi la soluzione più efficace, la sua applicazione operativa pone una serie di sfide tecnologiche e gestionali. Il biomining in India deve affrontare ostacoli tecnici significativi:
- Umidità elevata: i rifiuti urbani indiani presentano una frazione organica che varia dal 40% al 60% con livelli di umidità molto elevati, soprattutto durante la stagione dei monsoni, rendendo difficile la separazione.
- Composizione eterogenea: la presenza di plastica, tessili e inerti aumenta il rischio di intasamento dei macchinari.
- Logistica complessa: la necessità di operare direttamente sui dump site richiede vagli mobili facili da trasportare.
Tecnologia DDS: la soluzione Ecostar per un biomining efficiente
In questo scenario non tutte le tecnologie di vagliatura hanno la stessa efficacia. I vagli tradizionali presentano ancora limiti in determinati contesti, poiché non prediligono materiali misti e ad elevata umidità, causando interruzioni operative e compromettendo la qualità della separazione dei rifiuti.
Negli ultimi anni, invece, si sono affermate soluzioni di vagliatura dinamica, progettate per lavorare in continuo anche su materiali complessi, con un consumo energetico ridotto e minore usura meccanica. Questi sistemi sono in grado di trattare grandi quantità di rifiuti in tempi brevi, aumentando l’efficienza complessiva degli impianti.
Particolarmente rilevanti, soprattutto nel contesto indiano, sono anche le soluzioni mobili e modulari. Esse consentono di operare direttamente sui dump site e di spostare rapidamente l’impianto da un sito all’altro, garantendo tempi rapidi di installazione e flessibilità operativa.
Soluzioni mobili e stazionarie Ecostar per il mercato indiano
Ecostar offre diverse opportunità per il trattamento delle discariche legacy, presentando soluzioni di vagliatura efficaci per il recupero dei materiali riciclabili e la riduzione volumetrica di quelli destinati allo smaltimento.
Presente in India dal 2012 e consolidata nel 2024 con l’apertura di Ecostar Screen India Pvt Ltd a Navi Mumbai, Ecostar offre soluzioni di vagliatura altamente flessibili ed efficaci per il trattamento delle discariche legacy, garantendo il recupero dei materiali riciclabili e la riduzione volumetrica degli scarti destinati allo smaltimento.
- il vaglio mobile Hextra: Ideale per la vagliatura direttamente in discarica. Può trattare fino a 200 t/h ed è disponibile in versione diesel o elettrica. Grazie al sistema anti-attorcigliamento, è perfetto per i rifiuti misti indiani.
- il vaglio mobile compatto Nhexa: Lanciato nel 2025, è la soluzione più agile per siti con spazi ridotti o che richiedono spostamenti frequenti, con portate fino a 50 t/h.
- il vaglio stazionario Hexact: Il sistema modulare ideale per impianti fissi di riciclaggio, capace di coniugare alta produttività e bassi costi operativi (motori da 7,5 kW).
Biomining scelta strategica verso una rigenerazione urbana sostenibile per l’India
Oggi il biomining è una delle principali leve per affrontare il problema strutturale delle discariche legacy in India. Con migliaia di siti ancora da bonificare e con obiettivi temporali sempre più ravvicinati, la scelta delle tecnologie e la progettazione degli impianti diventano elementi cruciali.
Soluzioni flessibili, efficienti e in grado di trattare materiali difficili possono trasformare un problema ambientale in un’opportunità di rigenerazione urbana e di profitto.
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