Gli incentivi del FER 2 e del PNRR per promuovere la produzione di biogas e biometano

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione entro il 2030 in Europa, è fondamentale incrementare la produzione di energia rinnovabile. Oltre al solare e all’eolico, il biometano, che viene prodotto dalla purificazione del biogas, rappresenta una risorsa rinnovabile eccellente, capace di ridurre le emissioni tra l’80% e il 200% rispetto ai combustibili fossili.

Facciamo un passo indietro: come viene prodotto il biometano e perché è considerato una fonte rinnovabile? Il processo di produzione del biometano sfrutta i fanghi di depurazione, gli scarti agricoli, i rifiuti organici e i residui agroalimentari per generare energia.

Tra i vantaggi del biometano si annovera:

  • la versatilità, perché il biometano è utilizzabile sia per i trasporti che per il riscaldamento;
  • la possibilità di immetterlo direttamente nelle reti di distribuzione del gas già esistenti, riducendo i costi di costruzione;
  • la sua flessibilità, che consente di trasportarlo in forma compressa o liquefatta per utilizzi delocalizzati;
  • il costo di produzione del biometano, che varia da €50 a €110/MWh a seconda delle materie prime, e che lo rende altamente competitivo rispetto a quello del gas naturale, che negli ultimi anni ha subito delle importanti oscillazioni a causa della situazione geopolitica in Europa.

Costo del biometano

Visto il ruolo importante del biogas e del biometano nella riduzione delle emissioni, vediamo nel dettaglio di seguito il mercato del biogas e biometano in Europa e in Italia e quali incentivi lo stato italiano sta adottando per incrementare lo sviluppo di una risorsa così preziosa.

Il mercato del biogas e biometano in Europa: qualche dato

Negli ultimi anni, il mercato del biogas e del biometano in Europa ha registrato una crescita significativa, trainata dalla crescente domanda di fonti energetiche rinnovabili. Secondo l’Associazione Europea del Biogas (EBA), tra il 2022 e il 2023, il numero di nuovi impianti è aumentato del 30% rispetto al 2021, raggiungendo un totale di 1.322 impianti nel 2023. Di questi, oltre il 75% è collegato alle reti di trasporto o di distribuzione del gas.

In generale, la produzione di gas rinnovabili come biogas e biometano, ha raggiunto i 21 miliardi di metri cubi nel 2024, coprendo il 6% del consumo totale di gas naturale dell’UE. La sola produzione di biometano è cresciuta del 20% rispetto al 2022, segnando un progresso significativo nel settore energetico rinnovabile. Tra i principali produttori di biometano in Europa si distinguono Germania (12.753 GWh), Regno Unito (6.183 GWh) e Danimarca (5.683 GWh).

L’Europa ha ambiziosi obiettivi per il futuro del biogas e del biometano:

  • La Commissione Europea prevede che entro il 2030 si potrebbero produrre 350 TWh di biometano all’anno, equivalenti a 33 miliardi di metri cubi;
  • Il “Piano europeo di decarbonizzazione del gas” mira a produrre almeno 1.000 TWh di biometano entro il 2050;

Obiettivi motivati anche da quanto stima l’European Biogas Association, cioè che l’uso di biogas e biometano potrebbe portare a una significativa riduzione delle emissioni rispetto ai combustibili fossili, contribuendo così agli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050.

Il potenziale del biometano in Italia

In Italia, il biometano rappresenta una risorsa di grande potenziale grazie alla varietà di fonti di biomasse disponibili, tra cui fanghi di depurazione, scarti agricoli e agroalimentari, e rifiuti organici. Questi materiali possono essere convertiti in biogas e successivamente raffinati per ottenere biometano. Attualmente, il paese ospita oltre 2.000 impianti di biogas e circa 85 impianti di produzione di biometano, concentrati principalmente nel nord Italia.

Secondo i dati raccolti da REF Ricerche, incrociando le informazioni di Snam, EBA (European Biogas Association) e ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), si stima una produzione annua di 572 milioni di smc nello scenario meno favorevole. Va notato che la metà degli impianti utilizza rifiuti organici per la produzione di biometano, i quali devono essere adeguatamente trattati e puliti da materiali non compostabili prima dell’utilizzo.

Numero impianti biometano e produzione Italia

L’Italia si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2030, in linea con gli obiettivi europei, e vede nel biometano un elemento chiave per raggiungere questo traguardo. Per sostenere lo sviluppo del settore, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato 1,92 miliardi di euro e la Commissione Europea ha recentemente approvato il decreto FER 2 (Fonti Energetiche e Rinnovabili), parte integrante del Green Deal europeo, con l’obiettivo di ridurre al minimo la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione energetica.

Vediamoli di seguito nel dettaglio.

Incentivi per biogas e biometano in Italia

L’incentivo FER 2 dedicato a fonti e tecnologie con costi di esercizio elevati

La Commissione Europea ha approvato il decreto FER 2 (Fonti Energetiche e Rinnovabili) mirato a promuovere la realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili non ancora pienamente mature o con costi elevati di esercizio. L’obiettivo è incentivare la creazione di una capacità di 4,6 GW di impianti entro il 31 dicembre 2028.

Tale decreto si rivolge a:

  • impianti eolici off-shore, geotermoelettrici a emissioni nulle,
  • impianti geo-termoelettrici tradizionali,
  • impianti alimentati a biomassa e biogas,
  • impianti fotovoltaici flottanti su acque interne e a mare,
  • impianti da energia mareomotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina,
  • impianti solari termodinamici.

L’importo massimo destinato al finanziamento è pari a 35,3 miliardi di euro e saranno assegnati tramite procedure competitive telematiche, bandite periodicamente dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Gli incentivi del PNRR per la produzione di biometano da rifiuti organici e scarti agricoli

È già stata aperta la quarta procedura competitiva per l’accesso agli incentivi del PNRR per la produzione di biometano da rifiuti organici e scarti agricoli. Tale misura include per la prima volta anche le proposte di revamping di impianti a biogas da FORSU. La procedura competitiva è aperta con contingente di capacità produttiva disponibile pari a 162.499,26 Smc/h.

Nel portale del GSE, le aziende potranno inoltrare le proprie proposte progettuali per l’accesso alla tariffa incentivante e il contributo in conto capitale dal 3 giugno al 2 agosto 2024.

Rifiuti organici e l’importanza del processo di vagliatura per la produzione di biogas e biometano

Nei processi di compostaggio o di digestione aerobica o anaerobica, è fondamentale che il materiale organico destinato alla produzione di biogas e biometano sia privo di plastiche o altri materiali non compostabili, che spesso sono presenti nei rifiuti solidi urbani, e omogeneo. Per ottenere un materiale completamente pulito e di altissima qualità, è indispensabile l’utilizzo di un vaglio a dischi Ecostar.

Con oltre 70 vagli realizzati per il trattamento di compost, organico e FORSU e con oltre 130 vagli attivi per il trattamento dei rifiuti solidi urbani in tutto il mondo, Ecostar è altamente specializzata nello sviluppo della migliore soluzione per garantire un materiale finale pronto per essere impiegato nel processo di compostaggio o digestione aerobica o anaerobica.

Nel caso della separazione del materiale organico dai rifiuti solidi urbani, la tecnologia HDDS (Hyper Dynamic Disc Screening) sviluppata e brevettata da Ecostar si dimostra particolarmente efficace. Grazie a una speciale aletta, il vaglio riesce ad agganciare i sacchetti di plastica o i materiali lunghi e filamentosi e spostarli verso il sopravaglio, assicurando un prodotto finale privo di sostanze contaminanti.

I vagli a dischi Ecostar, sia stazionari che mobili, sono in grado di trattare da 10 a 60 T/H di rifiuto organico sia secco che umido in frazioni da 20, 30, 50, 80 e 100 mm.

Noi di Ecostar siamo felici di far parte di un progetto nel nord Italia che produce biogas e biometano, quest’ultimo immesso nella rete nel 2018, da rifiuti organici domestici e rifiuti verdi. Sono presenti tre vagli stazionari Hexact: due hanno il compito in ingresso di preselezionare i rifiuti separando la frazione organica da quella non compostabile, mentre il terzo viene utilizzato alla fine del processo di digestione anaerobica per raffinare il compost prima dell’immissione nel mercato come ammendante naturale.

Alcuni numeri dell’impianto

  • Località: nord Italia
  • Cliente: Hera Ambiente – Gruppo Hera
  • Materiale trattato: rifiuti organici domestici e rifiuti verdi
  • Numero vagli stazionari installati: 03 Hexact
  • Lunghezza di lavoro: 6000 mm a vaglio
  • Peso: 7 t a vaglio
  • Capacità di produzione: fino a 30 t/h
  • Potenza installata: 2x 7,5 kW
  • Frazione di vagliatura dei rifiuti solidi: 0-70 mm e > 70 mm
  • Frazione di vagliatura del compost: 0-40 mm e >40 mm

I vagli Ecostar sono in grado di operare anche con il materiale bagnato, grazie ai sistemi anti-attorcigliamento e anti-intasamento sviluppati e brevettati dall’azienda appositamente per questa tipologia di materiale.

Scarica qui il caso studio completo.

Conclusione

Il biometano rappresenta una soluzione promettente per la transizione energetica in Italia e in Europa, offrendo un’alternativa sostenibile al gas naturale e promuovendo un’economia circolare. Gli incentivi attualmente disponibili, come il FER 2 e quelli del PNRR, offrono opportunità significative per gli investitori interessati a sviluppare nuovi impianti di biogas e biometano. Con il giusto supporto normativo e finanziario, il biometano può contribuire in maniera sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e alla costruzione di un futuro energetico sostenibile.